Nutrizione

Le proteine del siero del latte

proteine del siero del latte

Chiunque sia entrato in una palestra avrà sentito nominare e/o avrà avuto un incontro ravvicinato con le tanto famigerate PROTEINE…un binomio, questo, tanto famoso quanto rivestito di stereotipi e ignoranza…la domanda che ci poniamo in primis in questo articolo è infatti: MUST HAVE realmente utile o MODA alias MARKER di RISULTATI assicurati?

Cosa sono queste proteine del siero del latte.

Le proteine rappresentano, insieme a GLUCIDI e LIPIDI, uno dei MACRONUTRIENTI fondamentali per la vita e per il corretto funzionamento del corpo. Sono più spesso conosciute come “i mattoncini” per via della loro funzione strutturale e plastica; attraverso la sintesi proteica dei vari amminoacidi costituenti le stesse proteine viene infatti promossa l’attività anabolica, in altre parole quella che più comunemente sentiamo chiamare “crescita” muscolare ma che include anche il “mantenimento” della massa magra.

Anche se non sono le sole proteine che, di per se, autonomamente, garantiscono anabolismo ed il fisiologico processo vitale (non viviamo di sole proteine…ma questo è un altro discorso che va affrontato separatamente), esse rivestono un ruolo sicuramente fondamentale ma dipendente anche dalla FONTE di derivazione. Ebbene si…non tutte le proteine sono uguali: a seconda della QUANTITA’ e della TIPOLOGIA di AMINOACIDI contenuti vengono ritenute più o meno efficienti, di qualità e diversamente adatte per soggetti e scopi.

Le proteine del siero del latte, anche note sotto il nome di WHEY protein (denominazione inglese), sono favorite perché rispondono positivamente ed egregiamente ai criteri di valutazione impiegati:

  • VB: è il VALORE BIOLOGICO di una proteina stabilito sulla base del rapporto tra aminoacidi trattenuti e aminoacidi effettivamente assorbiti, tra la quota di azoto utilizzato in relazione a quello perso. La proteina di riferimento dotato di valore 100 (il valore massimo) è l’uovo seguita subito dal LATTE (91);
  • PER: è il RAPPORTO DI EFFICIENZA PROTEICA ossia l’incremento di peso in grammi per ogni grammo di proteina ingerita. Il latte vaccino segue, al SECONDO POSTO, solo le uova;
  • concentrazione aminoacidica, in quanto, rispetto alle altre fonti proteiche, il latte vanta la coopresenza significativa di:
  1. *BCAA (aminoacidi ramificati), in particolare di L-LEUCINA, il maggior responsabile ed il più coinvolto nella sintesi proteica;
  2. *EAA (aminoacidi essenziali) che determinano, tra l’altro, lo stesso VB.

Più peculiarmente il siero del latte si costituisce di:

  • *β-lattoglobuline (la maggior parte del contenuto sul totale proteico, con proprietà funzionali);
  • *α-lattoalbumine (1/4 del contenuto totale, alta presenza di aminoacidi essenziali);
  • *lattoferrina (dal nome, si lega facilmente al FERRO incrementandone l’assorbimento e la veicolazione. Ha facoltà favorevoli per il SISTEMA IMMUNITARIO poiché in grado di inibire alcune cariche virali e diversi agenti patogeni);
  • *Immunoglobine (anticorpi);
  • *siero albumine (contengono un’elevata quantità di precursori del GLUTATIONE, uno dei maggiori antiossidanti endogeni (vedi/leggi articolo antiossidanti).

Assodata la sua NATURA favorevole possiamo comprendere la sua IMPORTANZA nel CONTESTO DIETETICO di una persona. Ma quando è necessaria una sua INTEGRAZIONE e per chi?

Sembra ormai piuttosto scontato e “dovuto” concludere l’allenamento e uscire dalla palestra agitando, sfoggiando e trangugiando uno bello SHAKER di PROTEINE…MA è REALMENTE così FUNZIONALE e NECESSARIO?

La risposta è NI’…dipende…i fattori da considerare sono, come sempre, molteplici e la risposta non può essere univoca e secca!

La prima cosa da considerare è la QUOTA PROTEICA ed il FABBISOGNO personale stabilito sulla base di dati anamnestici e post valutazione di un medico o di un professionista. Qualora il soggetto non riesca a raggiungere e soddisfare il quantitativo previsto può optare per delle proteine in polvere.

O, ancora, queste possono rivelarsi utili per praticità e velocità di assunzione rispetto ad un normale pasto:può capitare che, ad esempio, per esigenze di lavoro non si abbia il modo ed il tempo di consumare un pasto solido.

Mettiamo anche poi l’eventualità di doverci assicurare una buona e rapida digestione evitando l’eventuale effetto di “appesantimento” post prandiale, allora uno shaker di whey può essere una valida opzione sostitutiva.

Proprio in relazione alla VELOCITA’ DI ASSIMILAZIONE ed ASSORBIMENTO abbiamo la possibilità di scegliere il blend più adatto:

  • PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE CONCENTRATE: sono ottenute attraverso processi di filtrazione fisici che permettono di conservare una maggior presenza di peptidi bioattivi, di grassi e di carboidrati a fronte di una concentrazione proteica minore (70-80%) rispetto alle isolate e alle idrolizzate. Si ottiene un prodotto più cremoso, più gustoso e più lento nella digestione. Costo molto contenuto.
  • PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE ISOLATE: il siero è soggetto a diversi processi di lavorazione e purificazione come lo scambio ionico che determinano un prodotto altamente proteico (>90%) e alleggerito da grassi e carboidrati ma anche impoverito di lattoferrine, immunoglobuline ecc. Questa tipologia di proteine è consigliata a chi ricerca una soluzione altamente digeribile, più “pura” e con un basso contenuto di lattosio. Costo più elevato e variabile.
  • PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE IDROLIZZATE: sono il risultato di idrolisi enzimatica che decreta un prodotto “pre-digerito” di più rapida ed agevolata assimilazione.

Quando è meglio assumerle e in quale quantità?

La personalizzazione e l’adattamento sono i criteri che la fanno da padrone…ci si può trovare bene prendendole nel PRE piuttosto che nel PERI o nel POST WORKOUT secondo il quantitativo individuato come adeguato e scegliendo l’opzione preferita per gusto, palatabilità e capacità digestive.

La modalità di assunzione più diffusa è sicuramente disciogliendole in acqua all’interno di uno shaker ottenendo una bevanda semi liquida ed opzionalmente aromatizzata (in base al gusto scelto). Tuttavia esistono altre modalità alternative interessanti:

  • *aggiunte a PORRIDGE o CREMA DI RISO (evitando la cottura o comunque le elevate temperatura pena la denaturazione delle proteine);
  • *mescolate a LATTE o BEVANDE VEGETALI creando risultati gustosi, cremosi ed aromatizzati;
  • *addizionate a FRULLATI;
  • *come CREMINA e TOPPING su PANCAKES,TORTE, MUFFIN, YOGURT, ALBUDINI e BUDINI ecc (basta aggiungere poche gocce di acqua alla volta fino a consistenza densa e cremosa)
  • *aggiunte a GELATI FATTI IN CASA per un risultato proteico homemade.

Insomma…in conclusione, per rispondere alla domanda posta nelle prime righe di questo articolo possiamo dire che le PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE possono essere un MUST HAVE cosi come una PRATICA ALTERNATIVA OPZIONALE: a determinarlo è ciascun soggetto nella sua singolarità e sulla base delle sue comprovate necessità.

Il nostro corpo non ragiona per mode e tendenze ma solo per bisogni: contestualizziamo, valutiamo e ascoltiamolo sempre!

Nel caso si voglia ricorrere alla supplementazione proteica in polvere di seguito alcuni utili riferimenti:

anna moccaldo

Dott.ssa Anna Moccaldo

Per qualsiasi consiglio o dubbio non esitare a contattarmi

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