Nutrizione

Sodio alto nel sangue: che rischi si corrono e come abbassarlo

sodio alto nel sangue

L’assunzione di sodio è un problema per molte persone, con alcune che sono costrette a fare i conti con un sodio alto nel sangue. Ma perché è un problema così importante il sodio alto? Quali sono i vantaggi derivanti dalla riduzione del sodio alto nel sangue?

Il sodio: a cosa serve?

Cominciamo ricordando che il sodio è un importante elettrolita che regola l’equilibrio dei liquidi all’interno dell’organismo. Poiché l’acqua è attratta dal sodio, l’assunzione di sodio contribuisce in modo determinante alla pressione sanguigna. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo eccessivo di sodio è definito come > 5g al giorno.

Tutto ciò premesso, è stato anche dimostrato che un’assunzione così elevata può produrre un incremento significativo della pressione sanguigna, provocando cambiamenti nella resistenza vascolare, inducendo infiammazione e aumentando significativamente il rischio di problemi cardiovascolari.

Ecco dunque che la raccomandazione giornaliera per l’assunzione di sodio è ben inferiore al tetto di 5 g, di cui sopra, rimanendo poco inferiore alla metà. Un obiettivo che, però, nella dieta occidentale è spesso superato in abbondanza, esponendo a diversi problemi di salute: chi infatti assume costantemente sodio oltre le soglie raccomandate è esposto al maggiore rischio di malattie cardiovascolari e complicazioni.

Le cose non sono però così semplici, poiché è necessario considerare molti altri fattori.

Per esempio, occorre valutare l’attività fisica e il tasso di sudorazione. Gli individui che fanno parte di una popolazione atletica o che svolgono lavori fisicamente impegnativi all’aperto possono avere bisogno di consumare più sodio a causa delle notevoli perdite di sudore: il sodio è d’altronde un componente importante per un’idratazione ottimale e per alcuni atleti che svolgono attività particolarmente intense possono essere necessari fino a 8 g al giorno solo per rimanere idratati!

Se però non si rientra nella categoria degli atleti professionisti, o in coloro che rischiano di subire una disidratazione, forse la riduzione del sodio è un buon primo passo per garantirsi una migliore salute.

Ricordiamo infatti che se non si è fisicamente attivi, probabilmente bisognerebbe prestare maggiore attenzione all’assunzione di sodio: il sodio viene infatti perso principalmente attraverso il sudore e se non si sta lavorando in palestra o su un campo sportivo, allora probabilmente si farebbe bene a tenere sotto controllo l’apporto alimentare.

Ancora, chi soffre di pressione alta deve assolutamente ridurre l’assunzione di sodio: il sodio ha una correlazione diretta con la pressione sanguigna perché incrementa la ritenzione idrica nei vasi arteriosi.

pressione sanguigna

Sodio alto nel sangue, come ridurre il sale

Chiarita l’importanza di scongiurare un sodio alto nel sangue, cerchiamo anche di comprendere in che modo si possa ridurre il sale nella propria dieta.

La prima cosa che bisogna fare è tenere a mente tutti quegli alimenti in cui il sodio può sorprendentemente nascondersi. Tra gli alimenti che contengono più sodio troviamo:

  • prodotti surgelati
  • zuppe
  • pane e prodotti da forno
  • crackers
  • soda
  • noci
  • formaggi e latticini
  • carni affumicate, stagionate, salate o in scatola
  • carne secca di manzo
  • fast food
  • cibi in scatola
  • olive
  • sottaceti
  • patatine fritte
  • salse come la salsa di soia e il ketchup.

L’elenco potrebbe naturalmente estendersi e, in ogni caso, non stiamo certo suggerendo di eliminare tutte queste fonti di sodio dalla propria dieta, ma più semplicemente che si potrebbero adottare delle scelte alimentari più consapevoli, come la sostituzione degli alimenti freschi al posto di quelli surgelati, il consumo di carni meno lavorate e di fast food e la scelta di acqua al posto di bevande gassate o elettrolitiche.

Quando capire se stiamo assumendo troppo sale

Se poi si vuole avere una guida ancora più puntuale per cercare di capire quanto sale stiamo assumendo (e quanto sodio, di conseguenza), è buona abitudine leggere il retro delle etichette degli alimenti. Se una singola porzione dell’alimento scelto supera il 20% del valore giornaliero di sodio, allora è un’indicazione che è troppo alta. Idealmente, una singola porzione di qualsiasi prodotto scelto dovrebbe avere meno di 140 mg per porzione.

Insomma, ridurre l’apporto di sodio può avere in ogni caso molti benefici, anche per i soggetti che non soffrono di pressione alta. Il beneficio maggiore è quello di migliorare la pressione sanguigna e la salute cardiovascolare!

Attenzione, però, a non eccedere. Anche una riduzione eccessiva del sodio non è necessariamente la cosa migliore da fare perché il sodio è un importante elettrolita dell’organismo. Infatti, le riserve di sodio sono strettamente regolate. Tuttavia, se l’apporto di sodio è troppo basso per periodi cronici, può alterare molti processi fisiologici e metabolici, con effetti più dannosi sui sistemi cardiovascolari.